<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810</id><updated>2012-02-09T23:46:13.874-08:00</updated><category term='1992'/><category term='LUCA BRAGAJA gennaio 2010. Testi ispirati alle fotografie di Paolo Parma. Esposizione alla ibreria Gheduzzi di Verona 1-15 febbraio'/><category term='Cavalcanti e Anedda'/><category term='7 dicembre 2010 LB'/><category term='26 novembre 2009'/><category term='Beppe Campagna'/><category term='per 5 mesi in call center in India'/><category term='Mondadori 2009'/><category term='residente in Belfast'/><category term='7 giugno 2010 LB'/><category term='&quot;Nascita e morte di un fuoco&quot;'/><category term='Luca Bragaja'/><category term='2005'/><category term='8 novembre 2010'/><category term='Edoardo Sanguineti'/><category term='Luca Bragaja 27.11.2009'/><category term='da &quot;Conglomerati&quot;'/><category term='aprile 2010'/><category term='28 giugno 2010 LB'/><category term='Verona'/><category term='da &quot;Senzatitolo&quot;'/><category term='dagli appunti e ricordi di Giacomo Leopardi'/><category term='Andrea Zanzotto'/><category term='Dai Microliti'/><category term='febbraio 2009'/><category term='Luca Bragaja 6 novembre 2009'/><category term='settembre 2009'/><category term='scripta edizioni 2009'/><category term='agosto 2011'/><category term='febbraio 2011 LB'/><category term='impiegato dell British Telecom'/><category term='Chiara Poltronieri'/><category term='Borca di Cadore luglio 2010'/><category term='lettera a &quot;L&apos;Arena&quot; inviata il 6 febbraio 2012'/><category term='13 maggio 2010 LB'/><category term='24 marzo 2010 LB'/><category term='autunno 2008'/><category term='9 dicembre 2010 LB'/><title type='text'>Il verso sbagliato</title><subtitle type='html'>Scritture di Luca Bragaja, poesia e critica della poesia.
Poesie, forse, ma non di un "Poeta". Molti dicono che scrivere è un bisogno e una necessità - così, simile ad altri bisogni, la poesia si avvicinerebbe alla fisiologia e all'economia. Ma non tutti i bisogni sono uguali, e non tutti i "poeti" sono all'altezza delle necessità.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>29</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-1796499325491072375</id><published>2012-02-06T02:33:00.003-08:00</published><updated>2012-02-09T23:46:13.887-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lettera a &quot;L&apos;Arena&quot; inviata il 6 febbraio 2012'/><title type='text'></title><content type='html'>Di quale violenza si parla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zeno Rocca, il ventenne fino a ieri  detenuto con altri ‘No-Tav’ nel carcere padovano e ora agli arresti domiciliari, è stato mio studente durante il triennio del liceo classico. Non ho mai visto in lui quella carica congenita di violenza descritta, con grande sicurezza, dalla giornalista Alessandra Vaccari sulle pagine de “L’Arena” in data 27 e 28 gennaio. Perché ci vuole davvero una grande sicurezza per permettersi di dire che il “filo rosso” che lega i vari episodi della carriera di questo giovane “rischia di trasformare pericolosa ideologia in sangue”! Pericolosa ideologia? Non è chiaro, visto che Zeno non ha mai emesso proclami ideologici, a cosa si riferisca esattamente la giornalista, ma credo che con questa frase lei tradisca semplicemente la propria ideologia, i propri a priori ideologici. Chissà se Zeno si definisce di sinistra, o comunista, o anarchico, o autonomo, o ribelle, o semplicemente non si definisce. Anche fosse, certo, avrebbe forse dovuto riflettere di più sulle modalità della sua protesta, sulla differenza ad esempio tra possibili pratiche nonviolente di disobbedienza e resistenza civile anche decisa e il tirare sassi contro la polizia. Ma in cosa consisterebbe e da dove verrebbe il “crescendo di violenza” di cui parla la Vaccari, forse nelle “performance” o “scontri” al liceo Maffei contro giovani di estrema destra? Se a quelli ci si riferisce per trovare un punto d’inizio, anzi il momento del rivelarsi della pretesa natura criminale di Zeno, posso dire che per quanto ne so si è trattato di un episodio isolato, una rissa seguita ad uno scambio di insulti durante una distribuzione di volantini da parte di alcuni militanti non so se di Blocco Studentesco o altre organizzazioni di destra. Altri episodi simili saranno forse avvenuti altrove: cose evitabili e deprecabili, e su questo né io né altri abbiamo mai avuto dubbi. Ma non mi risulta che questo ragazzo fosse universalmente noto per le sue pratiche violente: al Liceo “Maffei”, tra compagni e insegnanti, come viene testimoniato da molti in questi giorni, era noto al contrario per la sua bontà di carattere e franchezza, e l’unico ‘estremismo’ visibile in lui era quello degli ideali, di un ideale di giustizia non soddisfatto. Ci sono i sassi o il sasso che, sempre che questo venga dimostrato in via definitiva, Zeno avrebbe purtroppo tirato – in un contesto che dagli articoli citati sembra sparire, un contesto fatto anche dei molti lacrimogeni sparati dalla polizia pure ad altezza d’uomo, uno dei quali colpisce Zeno al petto, o di cariche e di manganellate. Ma quali atti di vera, premeditata, grave ed effettiva violenza avrebbe commesso? Lo si è visto ad esempio scagliare molotov? Picchiare selvaggiamente qualcuno, magari in gruppo, o malmenare dei poveracci indifesi, colpendoli a calci una volta caduti a terra? Immagini che nella memoria recente o meno recente dei veronesi sono riferibili a ben altri fatti e personaggi. Ci sono testimoni per fatti di questo tenore riconducibili a Zeno, o ferite da lui con certezza causate? A quel che ho capito, no. Per questo penso che il ribellismo di Zeno, le cui ragioni nell’avversare il progetto dell’alta velocità in Val di Susa, inviso alle popolazioni locali, io condivido pienamente, ma le cui modalità potrei forse non condividere con altrettanta sicurezza, sia stato oggetto di una reazione giudiziaria dettata da ragioni politiche e del tutto sproporzionata ai fatti, e cioè ingiusta, che lo ha inutilmente confinato fino ad ieri in un effettivo isolamento carcerario, per i primi giorni addirittura senza un libro da leggere né poter ricevere lettere. Trattamento da terroristi o capimafia, come altri ha rilevato. &lt;br /&gt;Credo utile però un termine di confronto. Il 15 dicembre 2011 in via IV Novembre un gruppo di bulletti e giovani razzisti ubriachi (nelle case di alcuni di loro saranno trovati simboli fascisti e nazisti e un manganello telescopico) capeggiati da un diciottenne aggredisce, terrorizza, picchia e minaccia di gettare sotto un’auto un tredicenne singalese. Proprio la giornalista Vaccari esce col ‘pezzo’ domenica 18 dicembre, cioè con due giorni di ritardo ma dà il fatto come accaduto venerdì 16 invece che  giovedì 15 (un errore non si sa quanto casuale, ma certo non molto professionale), e negli articoli successivi fornisce stranamente molte indicazioni sulla vittima (dove abita, che scuola frequenta, il lavoro della madre) ma non fa trapelare nulla sul maggiorenne capobranco, e l’evidente appartenenza ideologica di alcuni e l’ancor più evidente razzismo, espressi in una carica di violenza che immaginiamo precocemente assorbita attraverso luoghi comuni e diseducazione familiare, viene passata quasi sotto silenzio. Inoltre, riferendo in forma indiretta le parole della madre dell’aggredito (mentre la nonna “piagnucola”, privata dalla scrivente della dignità di un vero pianto) la Vaccari riesce a inscrivere il ragazzino nella categoria del “diverso” per “quella sua pelle troppo colorata che perfino nel suo Paese non è apprezzata”. Come a dire: ma è chiaro, se non è apprezzata là, perché stupirci se viene guardata così male qua da noi? Né le cose vanno molto meglio quanto a contenuti con l’articolo di Fabiana Marcolini del 22 dicembre sempre su “L’Arena”o con quello di Laura Tedesco sul “Corriere del Veneto” del 21 dicembre, vere tribune d’onore per i genitori dei giovani picchiatori e il loro avvocato difensore: i figli non sono razzisti, né legati ad ambienti di destra, il pestaggio è diventato una “lite per futili motivi” e “Non avrei mai pensato che una cosa del genere potesse succedere”; con tanto di bandiere e manganelli telescopici in camera.... Per Zeno, non si è dato certo altrettanto spazio a dichiarazioni dei suoi genitori o dei suoi ex insegnanti e compagni, nei giorni in cui uscivano su di lui quelle istruttorie e sentenze in forma di articoli carichi di ideologia e preconcetti e deformazioni, e insomma di violenza mediatica. Chiediamo alla giornalista Vaccari: due pesi e due misure? Insisto, chi è gravato dall’ideologia? E la responsabilità di questo modo professionalmente indecoroso di fare giornalismo non è, ovviamente, solo di Alessandra Vaccari, ma anche del direttore del giornale, che ha deciso spazio e impostazione degli articoli: quattro pagine in due giorni! che neanche per Stevanin... Forse parlo a vuoto, rivolgendomi al “giornale di Verona”, cioè di una città che ha dedicato una via (un lungadige, quello dell’università e dell’ex questura!) al picchiatore fascista Nicola Pasetto, tuttora ricordato da molti come grande politico locale, uno che la violenza la praticava davvero. O forse no, visto il ben diverso tenore dell’articolo su Zeno uscito su “L’Arena” di oggi venerdì 10 febbraio a firma di Giampaolo Chavan.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-1796499325491072375?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/1796499325491072375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2012/02/di-quale-violenza-si-parla-zeno-rocca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/1796499325491072375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/1796499325491072375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2012/02/di-quale-violenza-si-parla-zeno-rocca.html' title=''/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-5196969720736625866</id><published>2011-09-07T07:25:00.000-07:00</published><updated>2011-09-07T07:25:43.846-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='agosto 2011'/><title type='text'>Ala sull'autostrada del Brennero</title><content type='html'>I&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ala era ciò che restava organizzato del corpo&lt;br /&gt;continuando a battere al vento vicino al margine bianco&lt;br /&gt;della corsia tra Mantova e Verona verso il Brennero&lt;br /&gt;ma bloccata per sempre (per sempre, finché una ruota &lt;br /&gt;non la strappi di lì, rapiat, avrebbero scritto, anche solo &lt;br /&gt;sfiorandola, o una pioggia pesante la disfaccia)&lt;br /&gt;in quel punto, vibrante, ma il corpo una chiazza&lt;br /&gt;o un grumo appiattito appena più bruno&lt;br /&gt;del grigio dell’asfalto, accecante sotto il sole, il corpo&lt;br /&gt;entrato nel niente più duro della materia&lt;br /&gt;spinto dall’ala impotente - vela che scuffia &lt;br /&gt;fissata alla parete orizzontale del niente&lt;br /&gt;e da nessun’altra parte il corpo, in nessuna &lt;br /&gt;direzione il remeggio dell’ala,&lt;br /&gt;senza valore le delicate barbule, le frange impalpabili     &lt;br /&gt;ora mosse senza fine delle piume anche dal nostro vento.&lt;br /&gt;        Così &lt;br /&gt;la tenda di cotone a righe verticali bianche e verdi&lt;br /&gt;(io la ricordo così) che chiudeva la terrazza di via Bixio&lt;br /&gt;- una terrazza grigia ma sempre fresca di piante,&lt;br /&gt;di vino travasato, di battaglie &lt;br /&gt;sottomarine in bacinelle d’acqua &lt;br /&gt;e formiche sterminate, da lì si entrava&lt;br /&gt;nella cucina ombrosa che come tutte le stanze&lt;br /&gt;si apriva sul medesimo rettangolo centrale, insieme&lt;br /&gt;ingresso corridoio e sala, un luogo di passaggio (però c’era il telefono)&lt;br /&gt;o gioco (le macchinine sul sottile perimetro bianco&lt;br /&gt;del pavimento a mosaico, lungo il quale poi incerti &lt;br /&gt;tenendosi al muro camminavano i nonni, o come quando &lt;br /&gt;mi girai e una freccia dolente mi colpì l’occhio)&lt;br /&gt;mentre di questa e delle altre stanze e del loro contenuto&lt;br /&gt;di cui ora non parlo ma esteso quanto è piccola una vita è restato&lt;br /&gt;solo lo spazio – così d’estate lo sbattere di una bandiera&lt;br /&gt;rossa o blu al vento del mare, o la breve frangia &lt;br /&gt;esterna verticale dell’ombrellone là a Torrepedrera&lt;br /&gt;infine così come questo cielo (non un cielo solo&lt;br /&gt;pensato, che non è qui, benché pensato da questo&lt;br /&gt;dolore che non sente) e tutta l’aria viva e indifferente che contiene &lt;br /&gt;e chi è con me e respira la sua solitudine che non sa&lt;br /&gt;riflessa nel battere vero e impossibile di un’ala di cenere:&lt;br /&gt;perenne adolescenza invisibile e avvenire interciso,&lt;br /&gt;errore e bellezza che rimandano a sé, quelle piume&lt;br /&gt;e penne in volo sul taglio dell’inaccettabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sola, un’ala era&lt;br /&gt;come un cielo&lt;br /&gt;senza fondo se non&lt;br /&gt;l’incomprensibile presente origine&lt;br /&gt;il nero di questo facile&lt;br /&gt;costellato niente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con questo&lt;br /&gt;niente&lt;br /&gt;ho detto della sua morte&lt;br /&gt;in alto il cigno immortale&lt;br /&gt;aperta vela&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-5196969720736625866?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/5196969720736625866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2011/09/ala-sullautostrada-del-brennero.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/5196969720736625866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/5196969720736625866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2011/09/ala-sullautostrada-del-brennero.html' title='Ala sull&apos;autostrada del Brennero'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-2049188585199443238</id><published>2011-06-01T05:28:00.000-07:00</published><updated>2011-06-01T05:28:40.739-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autunno 2008'/><title type='text'></title><content type='html'>Parata d'insonnia i viali&lt;br /&gt;gli alberi hanno in folla le foglie&lt;br /&gt;con il sangue col sole&lt;br /&gt;ma senza infanzia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-2049188585199443238?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/2049188585199443238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2011/06/parata-dinsonnia-i-viali-gli-alberi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/2049188585199443238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/2049188585199443238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2011/06/parata-dinsonnia-i-viali-gli-alberi.html' title=''/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-5658899171848985188</id><published>2011-03-23T04:13:00.000-07:00</published><updated>2011-03-23T04:13:53.902-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='febbraio 2011 LB'/><title type='text'></title><content type='html'>L’occhio-faina dove s’aggira prende&lt;br /&gt;di sguincio: case entro case&lt;br /&gt;cose dentro le cose&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vai al lavoro&lt;br /&gt;e questa è la curva che porta via&lt;br /&gt;questa è la strada del bagnato e della bruma del giorno che si leva&lt;br /&gt;questa la periferia dove ogni metro è centro&lt;br /&gt;di giardini e di angolati dolori e pensieri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quando sotto il quarto ponte da molto lontano dai profondi&lt;br /&gt;monti &lt;br /&gt;va la potenza del perduto&lt;br /&gt;irruenza dell’anima perduta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sotto il ponte guardi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’anima      passare&lt;br /&gt;perduta       blu&lt;br /&gt;degli         dei&lt;br /&gt;antichi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e vederla qui sotto come se ti investisse&lt;br /&gt;ma è solo acqua cupa che scorre e fa onde - attento  &lt;br /&gt;allo spigolo dell’arcata alle minime creste al quarto &lt;br /&gt;ponte dell’invisibile&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-5658899171848985188?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/5658899171848985188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2011/03/locchio-faina-dove-saggira-prende-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' 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poco eterna quanto l'esistere di ciò cui essa, se e' una poesia, appartiene. Non il monumento che fa eterno l'"immortale" ci fa capire la poesia; bensì il fiato di chi - mortale - va attraverso la poesia. (Paul Celan, 1959)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-1624423418696901923?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/1624423418696901923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2011/01/la-poesia-e-tanto-poco-eterna-quanto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/1624423418696901923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/1624423418696901923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2011/01/la-poesia-e-tanto-poco-eterna-quanto.html' title=''/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-1479313886407218055</id><published>2010-12-09T11:51:00.000-08:00</published><updated>2010-12-09T11:51:37.845-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='9 dicembre 2010 LB'/><title type='text'>Correndo</title><content type='html'>un breve vortice di foglie&lt;br /&gt;chiare dalla grande betulla&lt;br /&gt;sulla strada, tu me lo fai notare&lt;br /&gt;mentre corriamo, il cane ci corre avanti&lt;br /&gt;e dici quando (fra anni, anni) non potrà più&lt;br /&gt;e io penso invece cos’è quell’aria&lt;br /&gt;già quasi dietro di noi di decenni o di secoli&lt;br /&gt;in realtà lo stesso pensiero&lt;br /&gt;due signore parlano all’ombra dell’albero&lt;br /&gt;figure a lato dello sprazzo&lt;br /&gt;di una cosa che era&lt;br /&gt;poi passiamo tra le foglie cadute, avanti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-1479313886407218055?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/1479313886407218055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/12/correndo.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/1479313886407218055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/1479313886407218055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/12/correndo.html' title='Correndo'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-3126717668854142281</id><published>2010-12-07T05:02:00.000-08:00</published><updated>2010-12-07T05:02:50.634-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='7 dicembre 2010 LB'/><title type='text'>Una qualsiasi definizione di poesia</title><content type='html'>Andare a fondo nelle cose significa sempre farle divenire un'altra cosa, una cosa che prima per noi non c'era e ora e' nella nostra vita. Cosi' fa la poesia: affonda, va al fondo di una cosa, la fa diventare altra, ne fa la sua stessa vita, ne fa una poesia, se stessa. Perché la natura delle cose e' il loro divenire altro, sempre, secondo una verità delle loro radici che le rende sempre se stesse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-3126717668854142281?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/3126717668854142281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/12/una-qualsiasi-definizione-di-poesia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3126717668854142281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3126717668854142281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/12/una-qualsiasi-definizione-di-poesia.html' title='Una qualsiasi definizione di poesia'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-716254060607851370</id><published>2010-11-09T02:40:00.001-08:00</published><updated>2010-11-09T02:40:43.137-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='8 novembre 2010'/><title type='text'>Via Marsala</title><content type='html'>tornare per la via buia&lt;br /&gt;accesa da foglie di brace&lt;br /&gt;spenta lungamente salendo&lt;br /&gt;diritta silenziosa&lt;br /&gt;se non il fruscio delle vite &lt;br /&gt;sedute nelle case &lt;br /&gt;camminanti esili forme &lt;br /&gt;di luce artificiale&lt;br /&gt;camminare come tra le mani &lt;br /&gt;la testa tenuta per sognare&lt;br /&gt;andare verso il buio&lt;br /&gt;la fine del calore&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-716254060607851370?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/716254060607851370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/11/via-marsala.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/716254060607851370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/716254060607851370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/11/via-marsala.html' title='Via Marsala'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-7182717904156954667</id><published>2010-09-04T02:29:00.001-07:00</published><updated>2010-09-04T02:29:54.759-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Borca di Cadore luglio 2010'/><title type='text'>Notte di Borca</title><content type='html'>Ecco ad esempio la notte cos’è&lt;br /&gt;le insegne accese dell’Agip che vedo dalla finestra&lt;br /&gt;e il sonno pesante di sonniferi della barista&lt;br /&gt;così diversa ormai dalla foto sbiadita &lt;br /&gt;che stava appesa al muro - ora non più&lt;br /&gt;lei e il futuro marito anni ’70 e una moto&lt;br /&gt;certo anche il presente è vita c’è sempre clientela di operai&lt;br /&gt;camionisti e bevitori di paese&lt;br /&gt;e queste ombre dorate i riflessi dell’abat-jour e del rame&lt;br /&gt;sull’altro vetro che dà verso il pendio, il  torrente &lt;br /&gt;gelido e chiaro e le montagne&lt;br /&gt;(ma un gruppo di ragazze l’altra sera si dicevano in strada &lt;br /&gt;“... questo paese di merda” e il paese&lt;br /&gt;in qualche modo replicherà&lt;br /&gt;che è così ovunque)&lt;br /&gt;e la luna là tramontata dietro Monte Pena&lt;br /&gt;riflette la sua luce sulle nuvole&lt;br /&gt;(riflesso di un riflesso, ma è&lt;br /&gt;la luce della luna) come i fari di una festa in città&lt;br /&gt;e la nuvola drago a strisce di carta si china a vederla&lt;br /&gt;la grande nuvola pettinata dal vento&lt;br /&gt;come un litorale&lt;br /&gt;di un oscuro mare&lt;br /&gt;e le stelline colorite in viso la guardano&lt;br /&gt;e anche un signore dalla faccia scura &lt;br /&gt;sfrangiata&lt;br /&gt;con un cappello sfilacciato&lt;br /&gt;sopra le nevi delle selle&lt;br /&gt;quando l’aria fresca è anche dolce di un sentore di pini e vaniglia&lt;br /&gt;questa è tutta la dolcezza della sera&lt;br /&gt;senza la sua pena&lt;br /&gt;invisibili i veri sogni&lt;br /&gt;dorati o paurosi dei figli&lt;br /&gt;poi il drago prova piegando il collo&lt;br /&gt;a mangiarsi la luna&lt;br /&gt;e forse ci crede&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-7182717904156954667?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/7182717904156954667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/09/notte-di-borca.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/7182717904156954667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/7182717904156954667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/09/notte-di-borca.html' title='Notte di Borca'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-439420973891464128</id><published>2010-06-28T05:31:00.000-07:00</published><updated>2010-06-28T05:31:38.539-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='28 giugno 2010 LB'/><title type='text'>AUTOMATISMO</title><content type='html'>Se una sola parola&lt;br /&gt;osasse&lt;br /&gt;      ed ecco&lt;br /&gt;il già nato&lt;br /&gt;inconsapevole di sé puro oggetto&lt;br /&gt;quando consapevole altro si cercava&lt;br /&gt;già altro da sé in sé&lt;br /&gt;parola specchio dello specchio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-439420973891464128?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/439420973891464128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/06/automatismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/439420973891464128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/439420973891464128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/06/automatismo.html' title='AUTOMATISMO'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-5459075994247232482</id><published>2010-06-06T23:55:00.000-07:00</published><updated>2010-06-06T23:55:35.934-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='7 giugno 2010 LB'/><title type='text'>FUTURO</title><content type='html'>Il seme delle cose è esposto in piena luce&lt;br /&gt;ma ha radici che dai tuoi occhi piangono  &lt;br /&gt;sprofondate nel futuro invisibile crescendo&lt;br /&gt;verso il passato perché nel sogno&lt;br /&gt;seduti a un tavolo si ridiscute &lt;br /&gt;sempre l’accaduto e questo&lt;br /&gt;è il vero futuro che a tutti è dato&lt;br /&gt;l’altro terra bruciata è già segnato&lt;br /&gt;è il passato tutto là davanti e intorno&lt;br /&gt;porta in sé i semi deserti delle cose.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-5459075994247232482?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/5459075994247232482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/06/futuro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/5459075994247232482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/5459075994247232482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/06/futuro.html' title='FUTURO'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-8685761270884862855</id><published>2010-05-20T10:37:00.000-07:00</published><updated>2010-05-20T10:37:19.857-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Edoardo Sanguineti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='1992'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='da &quot;Senzatitolo&quot;'/><title type='text'>ADDIO COMPAGNO EDOARDO SANGUINETI</title><content type='html'>Ballata delle donne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quando ci penso, che il tempo è passato,&lt;br /&gt;le vecchie madri che ci hanno portato,&lt;br /&gt;poi le ragazze, che furono amore,&lt;br /&gt;e poi le mogli e le figlie e le nuore,&lt;br /&gt;femmina penso, se penso una gioia:&lt;br /&gt;pensarci il maschio, ci penso la noia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quando ci penso, che il tempo è venuto,&lt;br /&gt;la partigiana che qui ha combattuto,&lt;br /&gt;quella colpita, ferita una volta,&lt;br /&gt;e quella morta, che abbiamo sepolta,&lt;br /&gt;femmina penso, se penso la pace:&lt;br /&gt;pensarci il maschio, pensare non piace:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quando ci penso, che il tempo ritorna,&lt;br /&gt;che arriva il giorno che il giorno raggiorna,&lt;br /&gt;penso che è culla una pancia di donna,&lt;br /&gt;e casa è pancia che tiene una gonna,&lt;br /&gt;e pancia è cassa che viene al finire,&lt;br /&gt;che arriva il giorno che si va a dormire:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;perché la donna non è cielo, è terra,&lt;br /&gt;carne di terra che non vuole guerra:&lt;br /&gt;è questa terra, che io fui seminato,&lt;br /&gt;vita ho vissuto che dentro ho piantato,&lt;br /&gt;qui cerco il caldo che il cuore ci sente,&lt;br /&gt;la lunga notte che divento niente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;femmina penso, se penso l'umano:&lt;br /&gt;la mia compagna, ti prendo per mano:&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-8685761270884862855?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/8685761270884862855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/05/addio-compagno-edoardo-sanguineti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/8685761270884862855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/8685761270884862855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/05/addio-compagno-edoardo-sanguineti.html' title='ADDIO COMPAGNO EDOARDO SANGUINETI'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-8965163987520283822</id><published>2010-05-20T09:54:00.000-07:00</published><updated>2010-05-20T09:54:15.893-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='per 5 mesi in call center in India'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beppe Campagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='impiegato dell British Telecom'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='residente in Belfast'/><title type='text'>NOTIZIE DA NUOVA DELHI (titolo provvisorio)</title><content type='html'>PROLOGO: Dialogo tra il beppe e &lt;br /&gt; Santo uomo,alle pendici dell'Himalaia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;Santo uomo;Parla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beppe;Ok l`astrarsi dal corpo e potersi vedere,tutto cio`e` fantastico,ma l`aquisto giaccone invernale a Mantova sud outlet?e &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poi siamo sicuri questa sia la soluzione,la ricetta?E se India si rilevasse x Nando e Barbara come Eire x me? E cosi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;difficile trovare 1 lapislazzolo che mi tiene costantemente compania?iO ADESSO IMELLO lUCA,LUI MI IMELLA BACK ,MA SOLO SE NON &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E` STRESSATO.iO DIPENDO DA QUESTO.Al maffei si stupiscono se partoriscono killer,ma il prof di storia ha mai insegnato la &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;differenza tra Patriottismo e nazionalismo?Meno polemiche crocefisso-velo,+ soldi investiti x mandare studenti in zone di &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;conflitto.Meno accademia piu spazio x retorica e speculazione politica.Mio fratello e Monica non vogliono far vedere film &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;indiano ai bambini.A che pro? meno video games,piu cultura e spazio x la polemica.Butta via il nuovo testamento,tieni il &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vecchio Franco,insegnara ai nipotini l`esodo e come arrivare a una meta atrraverso l`epica.Avverto che siamo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;distanti,camminiamo nelli stessi corridoi,ma siamo marziani,che sfiorano Venusiani.Sono alla perenne ricerca di un &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;collante,di una linea  costante da seguire,un equilibrio tra:gli islamici i spusa, algerini tutti bravi butei(vedi mia zia)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Santo uomo:Continua a cercare.E lavati i denti 2 volte al giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E un disastro quasi totale.Su 17 ,non 45 come pensavo,3 sono gia tornati.1 ragazza scopre di essere incinta 1 settimana dopo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il suo arrivo,un altro finisce in ospedale x 4 giorni x problemi di stomaco,un altro rifiuta di vivere su pianeta India.Tutti &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tranne me,finiscono in ospedale x alimentazione.Sintomi sono ;DIARREA,DOLORI STOMACO,giramenti di testa, io finisco in un &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;letamaio sprofondando con piede sinistro mentre piscio fuori dal call center.vado ospedale x fare raggio a piede &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;destro.iniezioni,Piotra x adesso resiste,ma e gia seconda volta che va in ospedale.Altri problemi conlavoro,taxi,cibo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pagato.Lavoriamo 10 ore giorno non 9,abbiamo finito anche alle 3 di mattina,non alle 11 massimo come ci era stato &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;detto.Ciliegina su torta al nostro arrivo a DHELI,nessuno ad aspettarci.La manager si fa viva solo 6 ore dopo.Mi prendo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rivincita a 1 festa 3 giorni dopo quando lei mi tocca i muscoli dicendo ;Che grosso,io rispondo;Non x te ma perche ci sono 43 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gradi fuori( ero in canottierina).Una altra strage accade 2 giorni dopo il nostro arrivo,quando 78 soldati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; nel sud ovest del [paese,vengono annientati dai Naxalitimovimenti maosti nati nel 60 nel distretto di Naxalbary,che vogliono &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;emancipare zone rurali dellIndia prive di infrastrutture( scuole,acqua,ospedali)Erano poco piu di briganti fino al 70,poi di &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;colpo,finanziamenti da tutte le parti.Cina sicuramente,ma forse anche al queida,che pur di destabillizzare l.iNDIA,OFRIREBBE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la pizza anche a Opus Dei.Siamo aloggiati in grande casa rosa a 3 piani,settore 61 di Noida,20 km da DHely,collegata con &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;metro.Camera con bagno,cucina pianterreno comune con gli altri ragazzi,sempre ubriachi a sera,impossibile pianificare visitil &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giorno prima in qualche luogo.Presenza costante di creatura verde rame sui muri ,che ti fissa con 2 ochietti neri &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;aberranti.Tanti black out.Zanzare sono comunque principianti rispetto alle maestre che vengono da Copparo a tenere &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;corsi.Brama sia lodata,io sono solo a 3 minuti a piedi da palestra,club 61,nel centro commerciale dietro angolO.I locali non &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vivono tutti in case,ma anche su ciglio di strade,in casette di mattoni rossi alte 1 metro,capanne d,argilla,TENDE.Le &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fanciulle sono dolci ma castigate,dal kasmir le piu belle con occhi verdi o blu,senza lenti a contatto,le maiamare sono &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;bianche con occhi a mandorla,le manipure anche,ce  mc donalds pizza hut e kentacki fied chicken dove noi abbiamo sconti.tANTO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VEGETARIANO,Tante salsette aquitrinose.La sicurezza e ovunque.x entrere nei appartamenti,nei negozi e al lavoro.Sempre &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;perquisiti.Andiamo ad Askarda,tempio dedicato a uno dei 100.000 eremiti che nudo girava India,e parlava con tutti,carote &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;microbi compresi.( s.franceso contestava Papa,e monastero di Clouni le compravendite ecclesiastiche,ma questi che &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;contestavano?).Brama si muove tra elefanti e crea il mondo,sintravede l,anima,politeista,panteista,monoteista &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dell,India,Bombe islamiche 10 anni fa,mi sequestrano 2 preservativi in entrata.Il traffico e 1 bolgia immane di moto api &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giallo verdi,immediato il pensiero a Boner,mucche,Suzuky marucki,Hunday Santre,tutti suonano clacson.Peggio di catania,ma &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sbalorditivo,nessuno impreca.Tutti,pedoni compresi,rischiano stoicamente la vita,e,non bisogna essere agenti della digos,per &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;capire la loro rassegnazione dettata dalla massima ;x mal mal che me va,oddio che chifo,tornero beppone,comunque sempre 1 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;forma di vita.Proseguiamo x Dhely dopo che io con occhialini attiro attenzione di tutti i maschi.Sembro 1 divo di &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;holiwood,tutti vogliono fare foto,societa maschile,anche in disco 95 x cento omeni.,Arriviamo a Connaught place,che prende &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nome da un reggimento irlandese prottagonista di un clamoroso ammutinamento durante occupazione inglese.Anche questo teatro &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di attentati nel 2005 2008,scendiamo nel bhazar di phalika,sottoterra,gradi 50,lenorme buco nel soffitto e, 1 occhiaia spenta &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che doveva servire da condizionatore.Grida,aromi strani,perenne odore di uova marce .e ascelle del Beppe.Non e,ancora il caos &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;totale,quello lo esperimento a chandy chowk,la vecchia Dhely.Nei vicoli stracolmi di gente e gia buio,odori di fumi e gas &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vari,mendicanti,mi ser no mamy no dady ciapati ciapati! Esseri squamati,semi squamati,esseri normali,bang di campanelle &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;all,ingresso del tempio.Chi batte 1 volta,chi 2, chi 350.Dal vicoletto entriamo nella via principale.Ancora non e traffico &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cio che vediamo,ma 1 marea di suoni,intorpidita da fumi atavici.Dalle bancarelle sul lato prendiamo 1 brodaglia bianca e &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;marrone,su mia insistenza.Io li guido culinariamente.Non so cosa mangio,Sento i Pungjabi urlare,lo giurano su Mardana,se &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vogliamo possiamo avere cibo picantissimo.Poi in mezzo al traffico emerge 1 bue gigantesco a 2 gobbe,guidato da 2 omini &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ognuno sedut1 aghiaccianteo su 1 gobba,dalle corna esageratamente barocche.Quello che trascina e ,aghiacciante,e 1 baraccone &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;senza dogm,sacramenti,dio,verita,comandamenti,gerarchie specifiche,con a bordo milioni di dei,guru,sciamani,nagababiaghori &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che x acellerare la liberazione dellillusione e la fusione con la coscienza si fanno le canne.Bhudd che nel 4 secolo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ricevevano lezioni di illuminazione,elefanti,coccodrilli,scimmie,mucche,serpenti,Brhama ministro della creazione,wishu,della &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;conservazione,shiva della distruzione,piante,pietre fiori intoccabili ultima classe che ghandhi cerco dabolire influenzato da &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 visione piu sociale dellinduismo e da un cerGLANDto romanticismo( che almeno questo venga dalleuropa?).lAVVOCATO EDUCATO IN &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ENGLAND CHE COL PACIFISMO INFLUENZATO DAL GIANISMO,DISTRUSSE 1 IMPERO MA NON RIUSCI A FRENARE IL SETTARISMO E LA FUGA IN &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pakistan dei mussulmani e lestremismo induista.Svastiche di buona fortuna ,gianiste,vegetariane,ottimiste x la salvezza &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dellanima,celtiche simboleggianaana si spinse fino a Bti il sole e lelemento maschile e femminile,Nanuk 1 guru che con il &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giullare MardANA SI SPINSE FINO Alla mecca e poi Bagdadh,Croci che rappresentano fusioni di terra e cielo,simboli spaziali e &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;temporali che esprimono mistero del cosmo animato.Indipendenza pungiab,assassino indira &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ghandhi,ariani,vedisti,suflisti,mAOMETTO,GESU.PANTEGANE TAXI,TRASPORTO PREDILETTO DA bRHAMA,RITI DI MAGIA NERA.Abbiamo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pescato tanto dallIndia,e ora osserviamo mentre il baraccone si sta avventurando in 1 sconvolgente viaggio verso il &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;211,stretto tra il dogmatismo nazional maoista,la visione manikea di alqueida,il fondamentalismo islamico tribale del &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;wazirikista,e il nazionalismo islamico pakistano ,irredentista x il kasmir.LIndia invento il telemarketing con Raman Roy nel &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1990.Ce un cartellodove lavoro che recita cosi;se viaggi su 1 boeing,airbus,bmw,mercedes o wolvo,se hai soldi in Deuce bank &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se usi 1 nokia mobile o 1 adobe softwear se tieni 1 macrosoft maxtor,sei assicurato con aig,sun life,se commerci al national &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;stoke eschange,allora sei toccato da hcl.Il cartello non cita lultimo ciclo,quello del kalyjuga,il ciclo delle macchine,la &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;distruzione entro il 212.Lenorme bue guidato dai due omini,e troppo simile ai personaggi delle galassie e ai quasar,che mio &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fratello sognava nel cielo di pedagaggi  in estate sdraiato di notte sull osservatorio,o ai fumetti che Silvio e Matteo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;portavano ai giardini.BUON VIAGGIO INDIA,MA SEMBRA PIU FACILE ORGANIZZARE 1 WEKEND A GERUSALEMME CON TUTTI GLI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SPRITE,MONDA,EL GEMEL,E PERFINO DANIELE COMPRESI,CHE SALIRE SUL TUO CARRO.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-8965163987520283822?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/8965163987520283822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/05/notizie-da-nuova-delhi-titolo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/8965163987520283822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/8965163987520283822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/05/notizie-da-nuova-delhi-titolo.html' title='NOTIZIE DA NUOVA DELHI (titolo provvisorio)'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-1002753222265561848</id><published>2010-05-12T23:42:00.000-07:00</published><updated>2010-05-12T23:45:06.544-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='13 maggio 2010 LB'/><title type='text'>Mattina - notte nel cortile</title><content type='html'>Con che cuore ascoltare &lt;br /&gt;il loro silenzio tolta la noia&lt;br /&gt;l’attimo prima del canto&lt;br /&gt;lo stare tacendo&lt;br /&gt;di quei due merli sul cancello della scuola&lt;br /&gt;entrati in scena emersi da una notte&lt;br /&gt;chiara ed estesa ma infinitamente&lt;br /&gt;chiusa nel cortile e impigliata&lt;br /&gt;ai rami di betulle e abeti e nelle sabbie &lt;br /&gt;che non vedi di un’altra memoria&lt;br /&gt;tra i giochi sparsi e poco usati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-1002753222265561848?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/1002753222265561848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/05/mattina-notte-nel-cortile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/1002753222265561848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/1002753222265561848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/05/mattina-notte-nel-cortile.html' title='Mattina - notte nel cortile'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-3314144351786314660</id><published>2010-04-16T02:10:00.001-07:00</published><updated>2010-04-16T02:45:06.894-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aprile 2010'/><title type='text'>Alba dal treno</title><content type='html'>Mentre l’alba non è che un annuncio&lt;br /&gt;delle 5.45 in treno verso Mestre&lt;br /&gt;confuso con l’alone arancio dei lampioni&lt;br /&gt;e lo sguardo deve oltrepassare i riflessi&lt;br /&gt;profondi nel vetro del finestrino così&lt;br /&gt;che lo sguardo al di fuori è anche uno&lt;br /&gt;sguardo al di dentro&lt;br /&gt;e so là fuori i mondi misteriosi che non&lt;br /&gt;si potranno mai penetrare (né&lt;br /&gt;si vorrebbe) e le loro vite&lt;br /&gt;sopite - non voglio vedere queste &lt;br /&gt;nel neon dello scompartimento sui sedili vuote&lt;br /&gt;come sembrano ma con scatti improvvisi di lucidità -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se la notte che lascia le cose&lt;br /&gt;che in essa hanno vissuto l’altra luce&lt;br /&gt;e il lungo silenzio&lt;br /&gt;dei molti soli oscuri&lt;br /&gt;sia il vero annuncio&lt;br /&gt;di ciò che ci aspetta, non so&lt;br /&gt;e alla fine sopra la bassa stazione di Padova&lt;br /&gt;non è l’alba che si dilata&lt;br /&gt;ma è il celeste di cenere senza fine,&lt;br /&gt;confortante, freddo, non ancora corso dal sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima vedevo&lt;br /&gt;dall’altra parte tutti i colori dell’oriente&lt;br /&gt;le antenne lucenti della notte vivere felici&lt;br /&gt;nel rosa incipiente nell’azzurro già squillante&lt;br /&gt;sotto la barca sottile della luna&lt;br /&gt;le navi delle case&lt;br /&gt;e le campagne di dormiente rugiada&lt;br /&gt;nascoste palpebre&lt;br /&gt;vuote corti&lt;br /&gt;intrichi e cortine di alberi attorno a luci&lt;br /&gt;e prospettive percorse da una consueta attesa di sole&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-3314144351786314660?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/3314144351786314660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/04/in-treno-verso-udine.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3314144351786314660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3314144351786314660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/04/in-treno-verso-udine.html' title='Alba dal treno'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-8604958176345473570</id><published>2010-03-24T06:36:00.000-07:00</published><updated>2010-03-25T01:23:58.312-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='24 marzo 2010 LB'/><title type='text'>Fioritura. Valdonega marzo 2010</title><content type='html'>Alla curva della stradina in discesa, il mandorlo improvvisamente fiorito, nube lucente difficile da fissare. A ricordarlo, il suo rosa aereo sporge una speranza di sole dal cortile del vecchio palazzo, che ha l’intonaco di colore simile ma più denso e al tempo stesso slavato, caduto in alcuni punti. Entrambi vivi e popolati di vita nella fredda mattina di marzo. Una vecchiaia così lunga da dirla perenne, una breve gioventù che tornerà ancora e ancora?  Significati che non stanno nelle cose che le parole inseguono - bellezza sola e ospitale, sorpresa nell’abbandono. Commovente perché ai miei occhi casuale. A lato della giornata, o sul suo primo margine. Ma il riconoscimento inaspettato di quel freddo sole e di quella solitudine mi accompagna, così che sono io ad avere bisogno delle parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-8604958176345473570?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/8604958176345473570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/03/fioritura-valdonega-marzo-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/8604958176345473570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/8604958176345473570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/03/fioritura-valdonega-marzo-2010.html' title='Fioritura. Valdonega marzo 2010'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-7438821528899779061</id><published>2010-01-27T01:44:00.000-08:00</published><updated>2010-01-30T05:07:50.387-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LUCA BRAGAJA gennaio 2010. Testi ispirati alle fotografie di Paolo Parma. Esposizione alla ibreria Gheduzzi di Verona 1-15 febbraio'/><title type='text'>ORIZZONTI PER GEOGRAFIE FIGURATE</title><content type='html'>io non so se queste parole siano qui segnate anche da mano e sguardo altrui e in questo spazio inscrivano muta e cieca una storia – una storia qualsiasi e per questo forse  indicibile perenne – ma ora vedo che tra le pietre e i fragili muri emerge ologramma levitante dalla valle l’immagine sterminata della città e tocca i miei occhi più si allontana e dilata con le mille vie rettilinee ma i serpeggiamenti oscuri le case bianche cubiche uguali mai uguali con rientranze di cortili giardinetti squallidi calcinati un tremolio di vite come lettere come segni indecifrabili. Sotto la rete insistente della visione una figura cammina un cavo d’acciaio si tende e in alto figure sedute o fiori precipitando indaco e rosso nel nero tentano di ricordare ma non vogliono veramente – ricordare qualcosa che accenna dalla mia memoria qui celata  all’immagine ben visibile della città che percorro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;camminare in questa corsia alla lunga può dare questa illusione: i pavimenti ingrommati di bagliori paiono pareti o aggettano tronchi di colonne appena sbozzate versandosi dall’alto colate di magma freddo per sempre, le ombre di persone in movimento sono figure piene immobili di buio, i riflessi vortici di luce sprofondati verso un paradiso al neon – ma nella colonna o stalattite di destra si scava un corridoio animato da un altro riflesso, la parete centrale è la gola e il ventre del pescecane che per luridi scalini ci ritrascina in basso, a sinistra il riposo è l’ombra informe che come un grande tendaggio ci avvolge. L’unica idea certa pare quel grumo di sofferenze scavato al centro dove un volto butterato ha inciso e lasciato di sé solo i solchi, le ferite, i piccoli crateri di una geografia una volta umana, smorfia irriconoscibile e pietà di fisionomia ignota che mi attrae e un poco mi perde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;eppure in fondo qualunque cosa pensi o veda io sono questo spazio non quello a cui mi affaccio e questa storia sempre incipiente scritta su questa minima parete domestica o intravista su questo lontano tratto di orizzonte per coincidenza di vista e visione è questa storia e non quella entro cui un lume sonoro infestato di ali di rondini angeli o pipistrelli come tagli nel gonfiarsi della luce piove su chi cammina e ha viso e collo bruciati dal sole una sigaretta in bocca l’impermeabile verde traslucido di scaglie il suo volume ben definito il mal di schiena per troppo tempo in giro uno squarcio nel costato la spina dorsale deviata una cravatta di geli azzurrini un lungo pesce che risale dal profondo una mano che esce sulla coscia e la fonde. Un buco più ampio nel cielo là sopra dichiara l’inutilità della luce che cade nel pozzo dell’aria e la pienezza del vuoto senza scelta né vera storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;perché quello che vedi può essere solo un ricordo che guida  l’inganno dei tuoi occhi simile in questo alla mia realtà questo ricordare vuoto dove ora io mi trovo e certo mi confonde ecco c’era il sole anche se non caldo anzi un sole smagliante ma l’aria fredda bellissima d’inverno e giochi di ombre proiettate nette sui selciati e marciapiedi di metà mattina così che a fermarsi con gli occhi chiusi e alzare la faccia al cielo e al sole si aveva l’impressione di scaldarsi con un brivido di verità. Credo fosse una piazza ma non giurerei della mia città, pavimentata in grandi pietre chiare senza queste coperture sintetiche da poco per qualche gioco cittadino o fiera. Ma se quel brivido era anticipazione di una gioia come una festa domenicale uno splendore di candide tovaglie e cristalli o il sentimento pungente di una fine – lo dicono quelle carte gettate a terra nel ricordo falsato – non so.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non resta quiete nell’immagine perché il sole di fine pomeriggio getta una lunga ombra scompagnata che volge le spalle a quella di un albero sottile, ma l’ombra si stampa sul piano del terreno su una pavimentazione calda di larghi mattoni forse di cotto così l’immagine ruotata di quarantacinque gradi ti darà l’impressione di cadere – o la voglia di stenderti con lei e dormire. Affari suoi: ha le mani in tasca, porterà stivali, giacca o camicia stretta in vita da una cintura, una strana forma della testa, ma m’impensierisce il denso canale nero la fenditura tangibile di notte che le scorre vicino e accanto ha una sua ombra più flebile e sfumata quasi arrotondata, o forse ho capito è rotondo il terreno e più da vicino è diversa anche la grana è scattata dall’alto del pianeta del satellite arido che stiamo sorvolando mentre ora hai quasi girato attorno alla colonna verso la sicurezza della notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dove è una figura di donna in un calice scura foglia in lampada opaca traslucida dalla grana ruvida di punti impurità pioggia di polline nella luce:  in alto una notte di memorie e di rinselvate storie si fa percorrere da questo fuoco dai cerchi dai volumi del suo moto da esili pennacchi di pensieri che le hanno srotolato il volto - in basso è l’azzurro che vince recando nel suo fondo l’icona rovesciata. È decollata da quella sciabolata cicatrice con i bordi bianchi che attraversa tutto lo spazio ma resta percorsa da nuvole lievi toccata dal barlume fatuo signora delle bugie e delle fate gambe e caviglie sottili ginocchia austere e sicure. La accompagna una piccola luna buia che dorme una barca ferma palpebra che apre la porta della luce che si apre. Così lei si affaccia dai molti anni passati e ritorna indecisa con quel passo accennato nel riposo – non vero dubbio, io senza storie né lume vado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e so che le immagini più costanti sono recinti ben chiusi, senza più rapporto con questo tempo. Di loro proviene a sera o nella pietra dell’attimo diurno lo spettro, dissolto quando interseca l’altra luce e intercetta nello sguardo cavo i colpi degli altri morti spettri. Andargli incontro è rivedere quella bandiera che sbatteva alla mattina lucente del mare, il sapore dell’aria le luci fitte ogni sera lungo la costa ricordanti altre luci – quando c’era il futuro? Cose svanite, qui non si vedono. Ora c’è questo stare nudo e frainteso, una figura esposta all’aria pallida, solo il pensiero di un pensiero, eppure: ogni ora ci inganna, ogni giorno la crediamo la stessa e con doppia illusione memoria e presente ci accecano. Verrà forse qualcosa da quella finestra aperta al tempo di fuori, e senza le ipotesi dei nomi il vento muoverà la camicia i capelli già scomposti la polvere che ferma lo spazio angusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dopo (quando le cose sono finite e un’esperienza si è chiusa anche se forse poco tempo è passato ma come un secolo per chi non c’era e non ricorda) c’è sempre qualcuno che va per quei luoghi o ci si ferma a guardare chissà che con le mani in tasca e un’aria di solidità con uno più saputo di lui che gli si aggira nervoso davanti e indicando gli dice era qui tra l’erba schiacciata e rigata dal gelo le punte dei rami spezzati i rifiuti - ma non sanno davvero hanno solo letto o sentito e la falda della giacca gli pende dietro come un accenno di livrea o una ridicola coda. Intanto le fronde si muovono nere e chiudono un loro spazio che è anche un tempo sempre esattamente presente di ombre fili formiche per i solchi della corteccia bozzoli di processionarie o uccelli, vento, azzurro che filtra. Ma questo, che c’era quando le cose accadevano, è inutile ed è come non fosse: dura invece la scena delle ombre certe.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-7438821528899779061?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/7438821528899779061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/01/geografie-con-figure.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/7438821528899779061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/7438821528899779061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2010/01/geografie-con-figure.html' title='ORIZZONTI PER GEOGRAFIE FIGURATE'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-3778263300225439969</id><published>2009-12-12T09:42:00.001-08:00</published><updated>2009-12-12T09:42:45.676-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiara Poltronieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&quot;Nascita e morte di un fuoco&quot;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scripta edizioni 2009'/><title type='text'>Rogo in riva al mare</title><content type='html'>bruciano crudelmente sul tuo rogo&lt;br /&gt;i nostri cuccioli di cane&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;bruciano i nostri puledri&lt;br /&gt;nati a primavera&lt;br /&gt;e i nostri prigionieri&lt;br /&gt;non ancora uomini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sul tuo rogo&lt;br /&gt;tutta la bellezza brucia&lt;br /&gt;e la tenerezza del mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;insieme alla mia pietà morta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;divora la bestia del fuoco&lt;br /&gt;tutto il miele il pianto&lt;br /&gt;e l'olio e il vino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ti divora la bestia sibilando&lt;br /&gt;fino ai sassi delle ossa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cenere le trecce&lt;br /&gt;la bocca il volto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cenere il tuo corpo&lt;br /&gt;unica pace&lt;br /&gt;mi lascia nudo&lt;br /&gt;all'immensa notte&lt;br /&gt;della guerra&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-3778263300225439969?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/3778263300225439969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/12/rogo-in-riva-al-mare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3778263300225439969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3778263300225439969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/12/rogo-in-riva-al-mare.html' title='Rogo in riva al mare'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-3492877159429250928</id><published>2009-11-26T22:50:00.001-08:00</published><updated>2009-11-28T06:00:55.475-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luca Bragaja 27.11.2009'/><title type='text'>Selva di Valdiporro</title><content type='html'>La selva che si scuote al vento triste&lt;br /&gt;e potente dell’alba a diversa&lt;br /&gt;compagine stretta &lt;br /&gt;di alberi in immagini&lt;br /&gt;chiusa sul pendio chiude le viste&lt;br /&gt;trapelanti a squarci a brandelli&lt;br /&gt;di altre case ferme sul crinale.&lt;br /&gt;Solo questo breve bosco insiste&lt;br /&gt;tra questa casa le case una strada &lt;br /&gt;silenziosa nel paese&lt;br /&gt;tra gli alberi bruciano le voci invisibili&lt;br /&gt;di foglie marcite &lt;br /&gt;e fra poco sepolte&lt;br /&gt;nella scena recinta infinita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-3492877159429250928?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/3492877159429250928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/selva-di-valdiporro.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3492877159429250928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3492877159429250928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/selva-di-valdiporro.html' title='Selva di Valdiporro'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-1010180109937219887</id><published>2009-11-26T06:03:00.000-08:00</published><updated>2009-11-26T10:16:26.117-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luca Bragaja'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='26 novembre 2009'/><title type='text'>Un paesaggio virgiliano in Frontiera di Vittorio Sereni</title><content type='html'>Ecco le voci cadono e gli amici&lt;br /&gt;sono così distanti&lt;br /&gt;che un grido è meno&lt;br /&gt;che un murmure a chiamarli.&lt;br /&gt;Ma sugli anni ritorna&lt;br /&gt;il tuo sorriso limpido e funesto&lt;br /&gt;simile al lago&lt;br /&gt;che rapisce uomini e barche&lt;br /&gt;ma colora le nostre mattine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vittorio Sereni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine della IX ecloga delle Bucoliche, quando dopo la sentenza “Omnia fert aetas, animum quoque” del v. 51, resa da Canali (BUR 1978, certo una data che impedisce che la traduzione possa aver pesato per Sereni) con “Il tempo rapisce tutto, anche la memoria” si apre uno scenario di silenzio, “Et nunc omne tibi stratum silet aequor, et omnes, / adspice, ventosi ceciderunt murmuris aurae” (vv. 57-58). Riconosciamo alcune sonorità e strutture dei primi versi di Ecco le voci cadono di Vittorio Sereni, in chiusa di Frontiera, 1941: “Ecco le voci cadono e gli amici / sono così distanti / che un grido è meno /che un murmure a chiamarli.” “Et nunc” allittera (molto più favorevole, in questo caso, una scansione scolastica del verso che ponga un accento intensivo sulla prima sillaba) in incipit con “Ecco”, “silet”  e “ceciderunt” contribuiscono insieme a “le voci cadono”, “aequor”, che non è mare né lago in Virgilio, può ricordare il lago del testo di Sereni, e da “murmuris” si arriva, anche se con possibili mediazioni pascoliane o montaliane, al latinismo di “murmure”. Cioè dal dialogo malinconico e stupito di Lìcida e Meri sui campi espropriati, sull’assenza di Menalca, sul trascorrere del tempo, alle voci perdute di un convito di amici, “una delle pallide immagini che della morte ci facciamo” (Discorso di Capo d’Anno, “Campo di Marte”, gennaio 1939). Lo svanito mormorio del vento è tutto portato all’umano e alluso nel sommesso “murmure”, termine di confronto del debole grido che chiama gli amici scomparsi. Il “sorriso limpido e funesto” dei versi successivi è forse il “sorriso lombardo, con la sua oscura e remotissima origine” dell’amica poetessa Piera Badoni, ispiratrice di molti testi del libro (lettera a Giancarlo Vigorelli del 6 marzo 1941). Una scena che prepara quella (pure, per alcuni aspetti, “virgiliana”), di Niccolò, nell’ultimo libro di Sereni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-1010180109937219887?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/1010180109937219887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/un-paesaggio-virgiliano-in-frontiera-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/1010180109937219887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/1010180109937219887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/un-paesaggio-virgiliano-in-frontiera-di.html' title='Un paesaggio virgiliano in Frontiera di Vittorio Sereni'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-1089967112383963733</id><published>2009-11-07T05:56:00.001-08:00</published><updated>2009-11-09T23:37:14.076-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cavalcanti e Anedda'/><title type='text'></title><content type='html'>Noi siàn le triste penne isbigotite,&lt;br /&gt;le cesoiuzze e ‘l coltellin dolente,&lt;br /&gt;ch’avemo scritte dolorosamente&lt;br /&gt;quelle parole che vo’ avete udite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Or vi diciàn perché noi siàn partite &lt;br /&gt;e siàn venute a voi qui di presente:&lt;br /&gt;la man che ci movea dice che sente&lt;br /&gt;cose dubbiose nel core apparite;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le quali hanno destrutto sì costui&lt;br /&gt;ed hannol  posto sì presso a la morte, &lt;br /&gt;ch’altro non v’è rimaso che sospiri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Or vi preghiàn quanto possiàn più forte&lt;br /&gt;che non sdegniate di tenerci noi,&lt;br /&gt;tanto ch’un poco di pietà vi miri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guido Cavalcanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a Guido Cavalcanti  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;siamo lo schermo, il corpo, questa luce &lt;br /&gt;che dolorosamente taglia la scrittura &lt;br /&gt;siamo il triste alfabeto che scolora.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vattene dico alla parola, cosa dubbiosa lasciami &lt;br /&gt;cancella subito me stessa &lt;br /&gt;fai che un'altra ti prenda e ti raccolga &lt;br /&gt;che mi sgombri dal tempo &lt;br /&gt;e faccia nulla della mia persona &lt;br /&gt;- la privi come vuole di lamento -  &lt;br /&gt;le scavi un vuoto &lt;br /&gt;aperto solo al vento.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonella Anedda&lt;br /&gt;dai Cori apparsi su “Altroverso” n° 2, giugno 2005; poi con alcune varianti e la titolazione Coro e la dedica a R. in Dal balcone del corpo, Mondadori 2007. &lt;br /&gt;Nel libro, al di là di qualche intervento di superficie sul ritmo (il lungo verso 4 diviso in due e gli ultimi due versi brevi assemblati) o sulla punteggiatura (comparso un punto al v.2, scomparsa la virgola del verso lungo poi diviso, scomparsi i trattini), cadono i termini "dolorosamente" e "triste" rendendo meno evidente la natura di rifacimento cavalcantiano di questa splendida poesia, cosa visibile ora solo in "taglia" (eco delle cesoiuzze e del coltellin), "scrittura", "parola" personificata (così come noi siamo alfabeto) e soprattutto "cosa dubbiosa". Forse troppo evidente la matrice-Cavalcanti, ma togliere i due termini, per quanto non del tutto necessari sul piano semantico (il taglio è certo doloroso, l'alfabeto che scolora è certo triste), muta radicalmente il ritmo dei versi (tredecasillabo scomponibile in 7 + 6, dove si snodava e rilevava "dolorosamente" &gt; classico settenario; endecasillabo con due sinalefi e il pathos ridondante di "triste" &gt; decasillabo, per fortuna non manzoniano), e il ritmo non è solo un fatto formale. Mi pare che, rinunciando ad una tonalità patetica accentuata ed esibita, si tenda ad una maggior secchezza di enunciato, che tiene tutto implicito: in questo senso anche il lavoro sulla punteggiatura assume rilevanza. Al di là di queste considerazioni il giudizio sarebbe del tutto soggettivo (o meglio avrebbe ragioni più profonde o sottili che qui non serve approfondire), ed è in entrambi i casi una bellissima poesia. Il libro andrebbe letto e capito meglio di quanto finora sia stato fatto, ad esempio chiedendosi il perché dei "Cori" che si intercalano agli altri testi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-1089967112383963733?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/1089967112383963733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/noi-sian-le-triste-penne-isbigotite-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/1089967112383963733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/1089967112383963733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/noi-sian-le-triste-penne-isbigotite-le.html' title=''/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-3263420307012750481</id><published>2009-11-05T14:24:00.001-08:00</published><updated>2009-11-05T14:24:19.382-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Andrea Zanzotto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='da &quot;Conglomerati&quot;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondadori 2009'/><title type='text'></title><content type='html'>Colori e forme frane&lt;br /&gt;fanno zanne&lt;br /&gt;esprimono &lt;br /&gt;o covano&lt;br /&gt;espiano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colori e forme frane&lt;br /&gt;hanno zanne&lt;br /&gt;esprimono&lt;br /&gt;o covano&lt;br /&gt;espiano&lt;br /&gt;disseccati&lt;br /&gt;sotto&lt;br /&gt;sputi&lt;br /&gt;di Arpie&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-3263420307012750481?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/3263420307012750481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/colori-e-forme-frane-fanno-zanne.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3263420307012750481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3263420307012750481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/colori-e-forme-frane-fanno-zanne.html' title=''/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-3835089773523701406</id><published>2009-11-03T01:47:00.000-08:00</published><updated>2009-11-05T14:28:10.611-08:00</updated><title type='text'>Nota a "Nel cerchio di un pensiero" di Alda Merini, Crocetti editore, 2005</title><content type='html'>A qualche anno di distanza dall'uscita del libro, pubblico qui come omaggio ad Alda Merini la Nota finale, frutto di un lavoro di cura del testo condiviso con colleghi e amici (Marco Campedelli, grande amico della poetessa e ideatore del libro; Massimo Natale, giovane ma già brillante studioso; Roberto Fattore, autore della bella Prefazione al testo) e guidato da rigore e passione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La cura dei testi qui raccolti nell'ordine cronologico in cui sono stati dettati, è stata condotta in gruppo, da un gruppo di quattro amici e lettori, come dialogo reattivo alle potenzialità dei testi, come scoperta della pluralità contenuta nel flusso così unitario e personale della voce di Alda Merini, come comprensione appunto del nascere della poesia, non dal nulla (forse dal caos, come ha scritto di sé) ma dalla trama oscura di una vita. La quasi totalità delle poesie è stata dettata al telefono da Alda Merini al suo amico e interlocutore privilegiato don Marco Campedelli, della parrocchia di San Nicolò in Verona. &lt;br /&gt;Potrei dire che la nostra condivisione è stata una dote della solitudine della sua parola, una eco del suo esibito mistero; a loro volta i nostri quattro diversi sguardi sul testo ne hanno fatto riecheggiare potenzialità, gesti in ombra, altre voci. &lt;br /&gt;Colpisce nel libro la sincerità di una voce, che non costruisce versi per eufonie o ricerca di letterarietà: quelli che potrebbero, per prosasticità e normalità del dettato, essere detti "non versi", si giustificano nel complesso, nel peso o caratura del discorso fatto alla persona che ascolta. La concretezza del parlare (del "dittare") della Merini, ascoltata improvvisare poesie al telefono, è capace di ogni varietà, dentro e al di fuori della poesia, contro i luoghi comuni pubblici su di lei (la pazza, la santa, l'invasata profetica). Queste parole sospese nell’arco di una conversazione, affermazioni o domande o recriminazioni sono realtà ancora più piena che le parole nate nella scrittura silenziosa sulla carta: abitano più livelli di realtà, o meglio rispetto alla poesia scritta compiono il percorso inverso, dalla voce alla pagina. Sono parole e discorsi, come può accadere in un dialogo carico di sensi e sentimenti contrastanti, insieme delicati e terribili; parole dolorosamente senza dubbi (come l'autrice afferma nel testo qui posto a chiudere il libro, dove la voce diviene quella di Amleto) e quindi totalmente divaricate ed esposte alla tenaglia di amore e odio (sono tale tenaglia), aperte alla profezia e all'angoscia (già secondo Maria Corti nell'Introduzione al Fiore di poesia).&lt;br /&gt;Si diceva di una pluralità presente nei testi. Crediamo sia legata alla natura della sua voce, corporea (perché orale, perché relativa a situazioni concrete, del vissuto quotidiano e biologico-psicologico) e intimamente dialogica; il verso, nascente all'improvviso all'interno della conversazione, come rottura e riflessione/elaborazione lirica di essa su un piano diverso, ha misure che coincidono col respiro e le sue pause, fisiche e meditative. Per questi motivi non è forse in realtà corretto parlare di improvvisazione: Alda Merini non è attrice che reciti né poeta in gara o in esibizione davanti ad un pubblico, né una professionista della narrazione aedica, né una dilettante da esecuzione sommaria, se ci si perdona la battuta. La sua vocazione lirica e al monologo o recitativo drammatico appare in lei come un dato di natura progressivamente chiaritosi o evolutosi, legato alla percezione della vita come teatro di un accadere tragico ("siamo rimasti noi / sul carro di mangiafuoco. / La carne frustata dagli anni / lievita in forma di pane", in un suo Pulcinoelefante del 2004), eternamente rivissuto e agito in un teatro interiore e da lì rigettato, sotto il controllo di una lucida visione mentale, nella vita. Le radici di tale vocazione stanno forse, da un punto di vista religioso, in un dialogo-identificazione col Cristo vittima (come doveva suonare il titolo originario del Poema della croce, 2004) di un violento "carnevale della crocifissione", culmine della corporeità violata e simbolo denso del misticismo cristiano; da un punto di vista laico e psicologico, in quella oscura "informità" iniziale e arcaica di cui scriveva Pasolini nel '54, una mancanza di senso di identità che riflette su di sé e si definisce generando al proprio interno "una mostruosa voce maschile" e un'attesa-ricerca dell'Altro (corporeo e psichico) nel mondo circostante. &lt;br /&gt;Ma per restare ai fatti, da tale modalità orale, dialogica, teatrale sono provenuti anche i problemi della trascrizione, e poi della cura e presentazione del testo trascritto in vista di un'edizione, problemi che hanno richiesto una riflessione su alcuni aspetti formali. In particolare, alcuni giri di frase diversamente ricostruibili e interpretabili: a volte accade - questa una nostra ipotesi - che nella creazione orale, pausata secondo respiro e trascritta in versi che rispettano tali lunghezze, una frase (quasi sempre la frase-verso, autonoma nella sintassi e nel senso) nata in coda a una certa sequenza di discorso assuma nel breve tempo della riflessione silenziosa un nuovo ruolo incipitario per un'altra sequenza. Non per calcolo letterario: nemmeno quella che di fatto appare come inarcatura tra un verso e l'altro, abbastanza rara, spezza duramente il sintagma, ma si può prestare a tale ruolo di ripresa del discorso o essere completamento, precisazione di un concetto o immagine sospesa.&lt;br /&gt;Si è deciso di non introdurre nei testi alcun segno di punteggiatura, che sarebbe una ulteriore, impropria interpretazione da parte dei curatori e che oscurerebbe la loro genesi orale, nel prodursi della quale le pause e il loro senso sono naturalmente comprensibili. Allo stesso titolo, tranne quella che apre il primo verso, non vi sono maiuscole per segnalare l'inizio di un periodo o di una sequenza di testo. Solo di fronte ad uno stacco netto, semantico e di tonalità oltre che sintattico, nel flusso del discorso e che se non segnalato potrebbe causare difficoltà rilevanti di lettura, abbiamo usato una semplice spaziatura, come una pausa più consistente. Le difficoltà nascenti invece da un'articolazione intrinseca ad una sequenza o ad uno snodo tra sequenze (vedi sopra), sono rimaste tali e quali, ma sono nella natura della poesia e non chiedono di essere risolte ma percepite e capite, rivissute per quanto possibile. Sono stati espunti o accantonati, dall'insieme dei testi qui raccolti, quelli di natura troppo personale o quelli estranei a quella che sempre più si chiariva come la tematica dominante del libro, l'amore e quanto ad esso connesso: ad esempio un gruppo di testi, anche assai belli, di ispirazione direttamente religiosa. Ma per prendere, per arrogarci il diritto di prendere queste decisioni siamo riandati al percorso dell'intera produzione poetica di Alda Merini, allo scopo di capire, anche sulla base di quanto detto e fatto da altri, in quale fase ci trovassimo e in quale direzione si stesse cercando di accompagnare i testi.&lt;br /&gt;Quanto abbiamo rilevato del "dettato" meriniano e della sua storia non ci pare frutto di calcolo o di ricerca e sperimentazione formale, ma piuttosto di una ricorsività e di variazioni spontanee del ritmo, manifestazione di distinte tonalità psicologiche connesse a situazioni della vita, ruoli e personaggi precisi. Non un flusso di discorso alla ricerca di un'ossatura ritmica, o peggio di una veste metrica e retorica. Anzi una poesia nuda, non separata dall'aria (o reclusione) della vita, ritmo in sé, misura intima come quel limite-confine di sé sempre ricercato e necessario per far esistere il sé nel mondo. Ma questo limite pare disegnarsi in bilico sul crinale di due paesaggi poetici diversi.&lt;br /&gt;Ci troviamo, pare, ad un bivio, tra liricità-oracolarità o spegnimento della poesia nel flusso del discorso quotidiano, bivio che forse la pluralità (la tragica contradditorietà) meriniana percorrerà senza scegliere una via sola, perché "La casa della poesia / non avrà mai porte" e nemmeno vie sicure. E questa ambivalenza pare rimandare ad un fondo sotterraneo e tragico, estremamente concreto e per nulla in sé "mistico", dove confliggono spinta alla rinascita e senso della dissoluzione, vero spessore umano di un "orfismo" (così "antinovecentesco") spesso malinteso.&lt;br /&gt;Ancora una volta si tratta di un rischio totale, di una poesia che facilmente non verrà ripagata dalla vita, di una scommessa ed esposizione totale della poesia alla vita. A noi, imperfettamente, rimane il dono e la responsabilità di aver seguito una piccola parte di questo cammino. -&lt;br /&gt;Luca Bragaja&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-3835089773523701406?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/3835089773523701406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/nota-nel-cerchio-di-un-pensiero-di-alda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3835089773523701406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3835089773523701406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/nota-nel-cerchio-di-un-pensiero-di-alda.html' title='Nota a &quot;Nel cerchio di un pensiero&quot; di Alda Merini, Crocetti editore, 2005'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-8083060380055101559</id><published>2009-11-01T22:50:00.001-08:00</published><updated>2009-11-12T05:06:14.095-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luca Bragaja 6 novembre 2009'/><title type='text'>In memoriam A.M.  - Il primo testo risale a qualche anno fa, quando stavamo lavorando al libro della Merini; il secondo è il vero testo per lei.</title><content type='html'>Nel fuoco stinto di un'ora &lt;br /&gt;c'era il muschio che chiamano létego e gli stracci &lt;br /&gt;resti di frutta e altro nel Naviglio asciutto &lt;br /&gt;niente di così diverso dalla sua casa&lt;br /&gt;buca segreta nel fragore scavato &lt;br /&gt;fino là dove i palazzi di Milano &lt;br /&gt;sono piccoli e dorati nell'azzurro.       &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2004, dopo una visita ad A.M.) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In memoriam A.M.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando è morta Alda Merini&lt;br /&gt;il natale dell’immaginazione ha liberato&lt;br /&gt;sottili sfere di canto&lt;br /&gt;e una voce sola ha ripetuto&lt;br /&gt;non è più, non è più&lt;br /&gt;come l’ultimo migratore ancora&lt;br /&gt;aggomitolato nell’incanto dell’autunno&lt;br /&gt;prima di partire&lt;br /&gt;per una primavera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 novembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-8083060380055101559?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/8083060380055101559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/in-memoriam-am.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/8083060380055101559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/8083060380055101559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/in-memoriam-am.html' title='In memoriam A.M.  - Il primo testo risale a qualche anno fa, quando stavamo lavorando al libro della Merini; il secondo è il vero testo per lei.'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-4675123165664762132</id><published>2009-11-01T05:18:00.001-08:00</published><updated>2009-11-01T05:18:04.803-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luca Bragaja'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2005'/><title type='text'></title><content type='html'>Un giorno ogni giorno &lt;br /&gt;non sarà lotta già persa &lt;br /&gt;stretta angoscia al diaframma &lt;br /&gt;scivolando verso il lavoro &lt;br /&gt;guardando il cielo altrove &lt;br /&gt;mentre sai che sempre un'altra meta si perde &lt;br /&gt;dove andrebbero le strade tagliate &lt;br /&gt;da ruote fervide attorno a punti ciechi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-4675123165664762132?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/4675123165664762132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/un-giorno-ogni-giorno-non-sara-lotta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/4675123165664762132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/4675123165664762132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/11/un-giorno-ogni-giorno-non-sara-lotta.html' title=''/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-6046704450636412827</id><published>2009-10-26T06:14:00.001-07:00</published><updated>2009-10-30T02:09:00.099-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luca Bragaja'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settembre 2009'/><title type='text'>Credenze</title><content type='html'>Chi crede che un orizzonte gli si svolga dietro come per caso&lt;br /&gt;ma obbediente alla richiesta del suo sguardo e che altrimenti&lt;br /&gt;l’essenza presunta della realtà si dissolva &lt;br /&gt;e voli come nevischio o sabbia da un telo sbattuto&lt;br /&gt;lasciando il vuoto o, meglio o peggio che sia, rivelandosi nulla&lt;br /&gt;non ha visto (casualità dello sguardo!) alle spalle &lt;br /&gt;magari in uno specchietto retrovisore le montagne&lt;br /&gt;con la loro neve, battute dalla luce &lt;br /&gt;residua diffusa ancora &lt;br /&gt;nella necessità&lt;br /&gt;le montagne che erano già lì perché dovevano essere &lt;br /&gt;viste o non viste &lt;br /&gt;da una strada persa di città&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;così lei nella memoria che la desidera ed erra &lt;br /&gt;per il ricordo del suo sorriso&lt;br /&gt;perché solo la memoria disfà la propria figura ma resta tormento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;così le parole che arrivano solo improvvise, rotte &lt;br /&gt;per distrazione le barriere &lt;br /&gt;di paura abitudine sfiducia e della vita in generale&lt;br /&gt;ma ogni rivelazione l’istante dopo&lt;br /&gt;è un peso da trascinare e diciamo pure stupida&lt;br /&gt;scrittura (distesa nel biancore, a dormire affondando &lt;br /&gt;nella sabbia ogni segno col suo mistero&lt;br /&gt;che non vale la pena)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questo è più importante, l’unica cosa qui capìta: &lt;br /&gt;l’impossibile è la necessità&lt;br /&gt;che non può essere e non è&lt;br /&gt;qui, dove ha luogo l’impensabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Eppure, dopo molto silenzio di spazio percorso. &lt;br /&gt;In un luogo non più felice, non più reale di questo...)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-6046704450636412827?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/6046704450636412827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/10/credenze-chi-crede-che-un-orizzonte-gli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/6046704450636412827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/6046704450636412827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/10/credenze-chi-crede-che-un-orizzonte-gli.html' title='Credenze'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-2804200509355883811</id><published>2009-10-25T10:32:00.001-07:00</published><updated>2009-10-25T10:32:53.699-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dagli appunti e ricordi di Giacomo Leopardi'/><title type='text'></title><content type='html'>Mie considerazioni sulla pluralità dei mondi e il niente di noi e di questa terra e sulla grandezza e la forza della natura che noi misuriamo coi torrenti ec. che sono un nulla in questo globo ch'è un nulla nel mondo e risvegliato da una voce chiamantemi a cena; onde allora mi parve un niente la vita nostra e il tempo e i nomi celebri e tutta la storia ec.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-2804200509355883811?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/2804200509355883811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/10/mie-considerazioni-sulla-pluralita-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/2804200509355883811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/2804200509355883811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/10/mie-considerazioni-sulla-pluralita-dei.html' title=''/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-389314098436711954</id><published>2009-10-25T10:26:00.001-07:00</published><updated>2009-10-25T10:33:59.891-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luca Bragaja'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='febbraio 2009'/><title type='text'>I cocai</title><content type='html'>I cocai&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono fermi sulla ghiaia che splende&lt;br /&gt;splende al centro della corrente increspata&lt;br /&gt;uno solo sorvola brevi isole verdi&lt;br /&gt;e rivede i suoi regni per loro&lt;br /&gt;l’istante la giovinezza sempre&lt;br /&gt;finisce in sé sempre il tempo fa&lt;br /&gt;durare l’aria contro le ali&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-389314098436711954?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/389314098436711954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/10/i-cocai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/389314098436711954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/389314098436711954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/10/i-cocai.html' title='I cocai'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1329145960828682810.post-3204661857719711324</id><published>2009-10-25T05:36:00.000-07:00</published><updated>2009-10-25T05:40:25.698-07:00</updated><title type='text'>La strada che sale (perifrasi di immagini)</title><content type='html'>Nel cuneo prospettico dell’autostrada attraverso la selva Ercinia grondante di vento si apre la forma del futuro, parola del passato è il riflesso più chiaro del cielo attorno all’ombra della testa. E come meditare su un’altra scena che inspiegabilmente sbalzata fino a noi, a portata quasi di mano si congiunge alla primaria per semplici linee di commessura? Il tempo morde le linee che attraversano gli istanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna avere affetto per la campitura laccata e sensibile alla luce obliqua che si rileva sul riquadro dell’immagine. Bisogna ricordare, dietro una garza di tenue affanno domenicale, quel cielo, quell’ora, l’edificio non più anonimo, quando tu fosti tu e ogni riflesso o vibrazione o sillaba di nuvola era vita. A destra la strada di forti ombre in controsole conduce al Foro. Al centro, in fondo, una guglia, gente qualsiasi in maglietta che cammina, il candore del sogno. Tutto è attraversato dalla misura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quali mondi – è scesa la vivace ombra -  la mano da qui invisibile contro il finestrino – il calore ocra del cemento solo immaginato passando rapidi, chi si fermerebbe lì? Eppure anche lì. Altri mondi, dietro, in alto. L’azzurro e il bianco che non avrai mai. Nel tempo. Niente fuori del tempo. Su tutto, la luce della mia assenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulle immagini&lt;br /&gt;Le immagini più costanti sono recinti ben chiusi, senza più rapporto con questo tempo. Di loro proviene a sera o nella pietra dell’attimo diurno lo spettro, dissolto quando interseca l’altra luce e intercetta i colpi degli altri morti spettri. Andargli incontro è rivedere quella bandiera che sbatteva alla mattina lucente del mare, il sapore dell’aria le luci fitte ogni sera lungo la costa ricordanti altre luci – quando c’era il futuro? Ora c’è questo gesto frainteso e nudo, un panno  steso nell’aria verde, solo il pensiero di un pensiero, eppure: ogni strada ti inganna, ogni giorno la credi la stessa e con doppia illusione memoria e presente ti accecano, ma qualcosa anche a me si fa incontro da questo paesaggio e nelle ipotesi dei nomi il vento batte, contro i muri sempre uguali di polvere lucida, da una finestra aperta al tempo di fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il deserto del mare, tormentato dal vento che spazza questa lingua di terra, è la brughiera dove non compare traccia umana – se non questo avamposto arretrato alle spalle della sabbia e dei cavalli di frisia – e se la spuma delle onde sono rocce affioranti dalle ere trascorse invano fino a questo istante: allora ben oltre i montanti rettilinei, lucidi e nettamente sagomati del mio attimo (vere strade della conoscenza autosufficiente) là in alto sul mare di spuma e di erica la lettera di un gabbiano forse non vede questo fianco a noi rivolto dell’enorme serpe uroboro delle dune, ma ne conosce volando l’inizio e la fine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che vedo è l’altrove del luogo – la casa – dove sono stato felice, o forse la sua interna possibilità di essere più pienamente sé, come si crede spesso di se stessi. Ma l’unico modo che la vita conosce di essere pienamente sé, è essere alla luce del sole la propria mancanza. In quale punto dello spazio si fissa, proiettata all’infinito, l’intelaiatura sfocata della finestra? Nel vetro è oltre il vetro e l’oltre è il prima e il dopo. Nonostante questo le case sono case, sagome più oscure o più chiare, un pioppo trema come in un affresco su una superficie d’acqua, o su un vuoto; dal tendaggio bianco sostenuto a un chiodo – la giacca di un fantasma, erompono intrichi d’alberi nudi - vampe traslucide di dendriti. Non oltre, solo nel grigio del cielo, lungo quel sentiero riquadrato dal riflesso di un riflesso, che cosa? Non l’eco dell’illusione di allora, quando invece l’infinita possibilità perduta, la pace e l’ansia domenicali della famiglia dissolta. Senza parole la freschezza della menzogna della vita, solo un brusio, la scena della festa sognata nella scena vera, il bianco. So che in questo altrove loro non sono, lei non è, loro non saranno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(senza fotografia) &lt;br /&gt;Sono entrati con Eleonora a cercare una maglia per un regalo.&lt;br /&gt;Via IV novembre, un viale lungo e largo, con pochi alberi dall’ordine dei marciapiedi,&lt;br /&gt;sa ancora di vacanza un pomeriggio ai primi di settembre.&lt;br /&gt;Residenziale, negozi, non ancora centro ma con importanza&lt;br /&gt;(e chi non lo sa a Verona?) unisce &lt;br /&gt;piazza Vittorio Veneto, grandi chiome e orribile chiesa,&lt;br /&gt;a piazzale Cadorna (possibile parcheggio scambiatore) e al ponte che scavalca l’Adige&lt;br /&gt;coi suoi cavalli di ferro. Fermo nell’auto parcheggiata&lt;br /&gt;vedo riflesso nella finestra di un piano rialzato il sole&lt;br /&gt;sospeso sul tetto di un palazzo dall’altra parte della strada.&lt;br /&gt;Un cerchio ribattuto, una lastra percorsa da poche striature lucenti,&lt;br /&gt;la parte oscura e netta che ci riguarda, sotto.&lt;br /&gt;Da un balcone su questo lato, più in alto, proprio sopra il supermercato,&lt;br /&gt;rami e foglie di grandi piante in vaso si protendono,&lt;br /&gt;vibrano, danno colore e speranza all’aria. &lt;br /&gt;Come ogni luogo anche qui può essere migliore&lt;br /&gt;e riflettersi in sé e riprodursi nitido e invisibile&lt;br /&gt;in una distanza sognata. Come queste piante felici&lt;br /&gt;così triste è vedere gli addii che si ripetono&lt;br /&gt;senza sapere di essere già stati detti, molto&lt;br /&gt;molto tempo fa. Senza sapere di essere addii. &lt;br /&gt;Così è la fine dell’infanzia&lt;br /&gt;che continua a sperare, già nella sofferenza, &lt;br /&gt;prima dell’infanzia vera (vera?) che non ci sarà.             &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto il valore, più che in questa grandezza lontana di un bianco quasi notturno, nei particolari distinti e minimi: luci, la sagoma di una casa, i passi di un filare d’alberi sul crinale: non sanno, solo da qui sappiamo che coesistono con la risonanza di marosi di nubi e con gli strati di cielo, abbagli di lagune. Uno spigolo, antenne sfocate, la torre di un palazzo in basso appaiono da dietro, riflessi da un’altra finestra, sono il mondo di quelle nuvole, il cupo della città ricordata. Anche il non ricordarsi può essere preciso, il presente, la presa delle cose. Ma la neve così oscura e bianca, e nel buio infinite parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1329145960828682810-3204661857719711324?l=ilversosbagliato.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/feeds/3204661857719711324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/10/la-strada-che-sale-perifrasi-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3204661857719711324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1329145960828682810/posts/default/3204661857719711324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilversosbagliato.blogspot.com/2009/10/la-strada-che-sale-perifrasi-di.html' title='La strada che sale (perifrasi di immagini)'/><author><name>Luca Bragaja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00324159829771568309</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
